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Diritto di voto: istruzioni per l’uso

Ogni giorno parliamo dei nostri diritti e ci lamentiamo se qualcuno li prevarica, li limita o ce ne priva eppure siamo capaci di rinunciare all’unico diritto che ci spetta per il solo fatto di essere nati in un Paese democratico: il DIRITTO DI VOTO.

I nostri antenati hanno lottato per ottenere il diritto di voto, molti di loro hanno anche rinunciato alla propria vita per garantirci di vivere in uno Sato di diritto, in una nazione che ci desse uno strumento per poter dire la nostra, per poterci governare. Ci sono popoli che ancora oggi non hanno questo diritto e lo anelano, che combattono i regimi oppressori anche a costo della vita.

Noi abbiamo la fortuna di avere diritto di voto: di poter, cioé, dire la nostra su chi mandare a governarci o su questioni di interesse nazionale. E cosa facciamo invece? Preferiamo andare al mare o a farci un bel week end fuori porta. Perché mai dovremmo scomodarci ad andare al seggio quando possiamo andare a prendere la tintarella? E poi, che noia doverci informare sul motivo per il quale andare a chiudersi in quella asfittica cabina elettorale per qualche secondo! Mi rendo conto che è davvero dura dover rinunciare a guardare un qualsiasi reality show, uno dei tanti programmi strappalacrime della tv italiana, una puntata di qualche novela made in Spain o l’ultima fiction con lo strafigone di turno per guardare una noiosissima tribuna elettorale e farsi un’idea del perché, di volta in volta, ci chiedono di recarci alle urne. Mi rendo conto che decidere dell’andamento della nostra nazione è ben poca cosa rispetto allo svago e al divertimento. Mi rendo conto che pensare al futuro è solamente stressante. Io invece mi rendo conto che le decisioni che NON prendiamo, più di quelle che prendiamo, si ripercuotono sulla nostra vita e su quella dei nostri figli. Possibile che voi non lo vediate?

img_63141Guardiamo in faccia la realtà e assumiamoci le responsabilità di ciò che ci circonda. Viviamo in un Paese democratico e repubblicano, solo sulla carta. Dico “solo sulla carta” perché, ormai, siamo la barzelletta d’Europa e del mondo: l’unico Paese democratico ad avere un Parlamento frutto della coalizione tra partiti storicamente nemici; questa, in nome del potere e in virtù di una legge elettorale contorta, ridicola e INCOSTITUZIONALE, è il frutto dell’accordo tra i due partiti palesemente sconfitti da un terzo partito che, da solo, ha collezionato circa il 27% delle preferenze degli elettori recatisi a votare. Non faccio nomi e cognomi, tanto non serve. Siamo anche l’unico Paese democratico e repubblicano in cui per anni il potere esecutivo è stato nelle mani di “governi tecnici” (non espressione delle indicazioni parlamentari e, di conseguenza, delle preferenze espresse dai cittadini). Siamo un Paese in cui chi riesce a fregiarsi del titolo di Onorevole o Senatore non lo fa più per SERVIRE LA PATRIA, ma solamente per riempirsi il portafogli a spese dei poveri lavoratori che, invece, fanno fatica ad arrivare a fine mese. Siamo l’unico Paese democratico e repubblicano in cui i cittadini sono vessati dalle tasse per circa il 45% del valore dei loro redditi. Siamo l’unico Paese democratico e repubblicano il cui Capo della Polizia guadagna più del Presidente degli Stati Uniti d’America.

Potrei continuare la lista di queste assurde e becere peculiarità del nostro bellissimo Paese per ore ed ore, ma vorrei invece puntare lo sguardo su NOI CITTADINI e sulle NOSTRE RESPONSABILITÀ. È colpa nostra se tutto questo è successo, succede e succederà. È colpa nostra se consegneremo ai nostri figli un Paese disastrato, allo sfascio sociale, etico e morale. È SOLAMENTE COLPA NOSTRA!

slide_2Siamo così bravi a sottolineare i problemi sociali, economici, politici del nostro Paese, siamo così bravi a lamentarci delle cose che non vanno, siamo infinitamente bravi a piangerci addosso, ma poi? POI IL NULLA. Quando veniamo chiamati a dire la nostra, preferiamo andare a divertirci, PREFERIAMO LAVARCENE LE MANI come se quelle decisioni non ci riguardassero personalmente, come se da quelle decisioni non dipendesse il nostro futuro e quello di chi ci seguirà.

Non abbiamo capito che il diritto di voto è l’unica arma che ci resta per cercare di cambiare il cattivo andazzo del nostro vituperato Paese?! È L’UNICO MEZZO che abbiamo per far sentire la nostra voce e per CAMBIARE LE COSE. Certo è che bisogna saperlo usare questo diritto.  Innanzitutto ricordiamoci che il voto NON SI COMPRA E NON SI VENDE perché chi prova a comprare il nostro voto lo fa solamente per tapparci la bocca e fare i propri interessi personali e chi lo vende non fa altro che farsi usare, schiavizzare. E non vendiamolo nemmeno se ci promettono la luna nel pozzo perché la luna nel pozzo non è altro che un riflesso di qualcosa di lontano ed irraggiungibile. Ricordiamo sempre che il nostro è un DIRITTO INALIENALIBE.

Inoltre, cerchiamo di vivere una politica il più possibile attiva perché essere passivi e subire le decisioni degli altri non giova alla società, ma soprattutto a noi stessi. Se nel nostro quotidiano non amiamo che siano gli altri a decidere per noi, perché permetterlo quando c’è da decidere dell’andamento della nazione? Ricordiamoci che l’Italia È DI OGNUNO DI NOI e quindi  dobbiamo agire in difesa di ciò che è nostro. E soprattutto dobbiamo essere informati di quanto accade a ciò che ci appartiene quando a gestirlo sono altri, un po’ come accade quando lasciamo che sia un amministratore a gestire le parti comuni del condominio in cui abitiamo.

il-mio-voto-conta-spillettaDulcis in fundo, il diritto di voto è anche un DOVERE, un dovere personale, civile, etico e morale. Dobbiamo recarci alle urne, indipendentemente da quella che sia la nostra idea, la nostra opinione e dobbiamo andarci anche quando non siamo stati capaci di farcela quell’idea, quando siamo confusi e non sappiamo dove mettere la nostra crocetta. È espressione del proprio pensiero anche una scheda lasciata in bianco. E non ascoltiamo chi ci consiglia di astenerci perché l’astensione dal voto è la rinuncia ad un diritto. Rinuncereste mai a respirare? Non andare a votare significa non solo rinunciare ad un diritto inalienabile, ma lasciare che le cose restino immutate o peggiorino! Smettiamo di pensare che il nostro singolo voto non serva a cambiare le cose perché il nostro singolo voto, sommato al singolo voto di ogni altro elettore, fa la maggioranza e, in un Paese dove il voto vale se si raggiunge un quorum (quasi sempre), ogni singolo voto è importante e può fare la differenza, può cambiare le cose.

Meditate gente, meditate!

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'interland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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