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Il confine tra informazione e gossip è diventato troppo labile

Tv, radio, giornali, internet sono gli strumenti che ognuno di noi usa quotidianamente per informarsi. Eppure non tutto è informazione. Spesso, troppo spesso, ci imbattiamo in gossip su personaggi più o meno famosi spacciato per informazione. E questo non va affatto bene!

Gossip al tg
Gossip al tg

Cioé: non sto dicendo che il gossip non vada bene; ciò che non va bene è che il gossip venga spacciato per informazione… e che trovi spazio anche nei tg.

Il peggio, però, accade in quelle trasmissioni televisive definite “contenitori” di informazioni, di notizie, di cronaca. Per intenderci, parlo di quelle trasmissioni che mischiano la rosa alla nera, il gossip più insulso al caso di cronaca del giorno. In questi contenitori, per fare notizia, si sfruttano troppo e troppo spesso le tragedie e il dolore della gente.

Non sto qui a fare una recensione su queste trasmissioni. In fondo sappiamo bene che sono tutte uguali. E non importa se siano targate Rai, Mediaset o siano di una piccola emittente locale. Nemmeno importa se a condurle siano giornalisti veri o sedicenti tali, conduttori di mestiere o attori prestati alla conduzione televisiva (con una buona dose di improvvisazione). Ciò che realmente importa è che si sia arrivati a spettacolarizzare tutto, persino il dolore della gente comune. E non lo fanno certamente in nome del “diritto di cronaca” o della “libertà di informazione”, ma solo per la stramaledetta “audience”.

Mi sta bene che le trasmissioni facciano approfondimento su questioni politiche, sociali, economiche, sanitarie. Sta bene anche che siano la piazza del contraddittorio. Mi sta anche bene che parlino di cronaca e facciano gossip. Dopo tutto il gossip non interessa a nessuno eppure tutti lo seguono (molti fingendo lo sdegno!).

Quello che proprio non mi va giù di queste trasmissioni è l’atteggiamento voyeristico nei confronti dei casi di cronaca. Parlo della cronaca che riguarda la gente comune, quelle persone che non sono famose (“VIP”, per usare un acronimo tanto di moda) e che famose nemmeno vogliono diventare. Una vincita multimiliardaria al Superenalotto sguinzaglia segugi a caccia del fortunato di turno che, ovviamente,  era anonimo e nell’anonimato vuole restare (e le ragioni per restare invisibile sono diverse!). Pure una ciambella che non è riuscita col buco alla signora Maria di Abbiategrasso fa notizia a tal punto da scomodare opinionisti ed esperti di “ciambellecheriesconocolbuco”.

img_20161119_080711Ma il fondo si tocca con la cronaca nera. Giornalisti appostati 24 ore su 24 sul luogo del misfatto che intralciano il lavoro degli inquirenti, che stressano le vittime (se sono vive) o i loro parenti, senza alcun rispetto per la loro privacy o per il dolore che provano, che intervistano persone estranee ai fatti che, però, sui fatti hanno sempre da dire qualcosa. Passano al setaccio la vita della vittima e della sua famiglia fino alla settima generazione; ne scandagliano tutti gli aspetti e portano alla luce fatti personali anche non attinenti al caso. Un’invadenza che sa di stupro della privacy, dell’intimità. E, alla fine, montano la notizia coi “sentito dire”, con la storia personale della vittima di turno, con le opinioni degli esperti. Tutto ad uso e consumo degli spettatori onnivori che non riescono a capire dove finisce la notizia e dove inizi quella fastidiosa pratica dello spiare dal buco della serratura.

È evidente, dunque, che il confine tra informazione e gossip è diventato troppo labile. Bisognerebbe porre un freno a questo modo di fare informazione perché questa, ormai, informazione non è più.

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'interland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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