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Convivenza o matrimonio? Riflettiamoci su.

Ieri, in palestra, prima della lezione di pilates, ascoltavo un discorso tra alcune delle signore del mio corso. Argomento del giorno: l’annosa diatriba tra matrimonio e convivenza. Bell’argomento per cominciare la giornata, specie di venerdì, soprattutto, quando sei una zitella quarantenne che si avvia a passare un altro week end da sola, davanti alla tv.

Suvvia! Meglio sola che male accompagnata… lo so. Tuttavia, l’argomento mi sembra degno di una mia riflessione. Sebbene non sia mai stata sposata e non abbia mai convissuto, un’idea sulla faccenda me la sono fatta.

Io sono assolutamente a favore della convivenza!

Provo a spiegare le mie ragioni analizzando un paio di luoghi comuni sul matrimonio (ve ne sono molti di più, ma due a me bastano per spiegare il mio punto di vista).

Due persone si sposano perché si amano. Ma stiamo scherzando?! L’amore è un sentimento e i sentimenti non possono essere oggetto di un contratto. Perché il matrimonio è un contratto. Gli sposi sono i contraenti. I testimoni i garanti. Sarò strana, ma io sono abituata a comprare la mortadella, il pane (pane e mortadella, credetemi, si sposano benissimo!), il caffè al bar e per questo genere di acquisti non c’è bisogno di testimoni, carte bollate o firme dei contraenti. Poi, chi può, compra un “Mac”, una casa, una macchina e lì sì che ci vogliono le scartoffie con le firme. Con quel che costa il “Mac”…

Il matrimonio dà delle garanzie. Quali garanzie? La fedeltà? Non fatemi ridere!!! I diritti dei figli? Ora ve la do una notizia: i figli sono sempre tutelati dalla legge, anche se i genitori non sono sposati. Questa motivazione, dunque, crolla. Al coniuge superstite sono garantite la reversibilità della pensione e l’eredità? Potevo darvi ragione in passato, quando tutti avevano un lavoro, dei risparmi e un futuro pensionistico! Ad oggi decade anche questa motivazione… mi spiace.

Perché, dunque essere a favore del matrimonio? Per indossare l’abito bianco? Non ne vale la pena… il bianco ingrassa! Per fare il “festacchione” e dare da mangiare a parenti e amici? Che poi… sembrano tanti morti di fame all’assalto del buffet. Scena da evitare!

Forse il matrimonio ha senso nella misura in cui fa girare l’economia: la chiesa si paga, ma anche la sala municipale; il pranzo si paga e ci vuole un mutuo ipotecario con tanto di garanzia (con quello stesso mutuo potete comprarvi la villa con parco e Jacuzzi anche nel bagno di servizio. E vi avanza anche qualcosa per un’utilitaria!); e poi il vestito, le bomboniere, la musica, la macchina (non sia mai che una sposa arrivi a bordo della sua bella scatoletta di sardine con l’impianto gpl!),… Insomma, si inizia a pagare ancor prima di sposarsi e non si finisce mai!

E già! Non si finisce mai perché, finiti di pagare i debiti per il matrimonio, arriva – quasi per tutti – la crisi matrimoniale e, di conseguenza, la separazione. E anche qui… soldi da pagare! Paga l’avvocato… paga le consulenze psicologiche per i figli… paga gli alimenti alla ex… paga il mantenimento ai figli… e poi: marche da bollo, visure catastali, spese giudiziarie…

img_20161127_065136La convivenza, invece, tutti ‘sti problemi non li ha. Questo non significa che sia più semplice convivere rispetto a sposarsi… anzi! La convivenza è più economica ma più impegnativa del matrimonio. Mi spiego.

Non credo sia il caso di dilungarmi sull’economicità della convivenza, ma di sicuro devo spiegare perché reputo più impegnativa la convivenza.

Convivere con qualcuno significa scegliere giorno per giorno di restare accanto a quel qualcuno, “nel bene e nel male”, senza un contratto che lo imponga. Vuol dire voler condividere il proprio percorso terreno LIBERAMENTE al fianco di una persona, solo per Amore e non per obbligo o, peggio, per convenienza. Non è questo il massimo che si possa desiderare? Non è quanto di più nobile si possa provare? Non è l’apoteosi della libertà?

img_20161127_064842In fondo, siamo sinceri, è la CONVENIENZA ciò che troppo spesso tiene in piedi un matrimonio, non l’amore. Il contratto firmato impone degli obblighi non solamente di natura economica, lo abbiamo detto poco fa… ma non può certo imporre che il sentimento non finisca. E, quando l’amore finisce, si resta insieme per non dover scucire i soldi per un affitto di casa, non dover dare gli alimenti all’ex… e per non far parlare la gente.

Oltre alla convenienza, pure l’ipocrisia! Ma questo argomento lo rinviamo ad un’altra volta, promesso! Nel frattempo, …

Meditate, gente, meditate.

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Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'interland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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