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L’emergenza neve è finita. È adesso che dobbiamo parlarne!

Negli scorso giorni l’emergenza neve al sud è stata argomento dibattuto in ogni dove.

Ne hanno parlato fino ala nausea tutti i telegiornali pubblici e privati, nazionali e locali. E fin qui nulla di strano. D’altra parte una nevicata così abbondante pure nel tacco d’Italia non si vedeva da parecchio.

E c’era davvero tanto da dire: fare l’elenco delle vittime del freddo, dei disagi alla viabilità, della penuria degli scaffali nei supermercati, dell’aumento dei prezzi di tutti i generi alimentari…

emergenza-neveEra da aspettarsi anche una fortissima tempesta di neve sui social network. E puntuale è arrivata coi primi fiocchi caduti. Aprivi Facebook, Instagram, Twitter e venivi letteralmente travolto da una valanga di foto della neve. Ci voleva la slitta pure scorrere l’home page!

Insomma: giorni e giorni in cui non si è parlato d’altro. Non di politica. Non di economia. Di neve. Abbiamo parlato più noi di neve in questi giorni che i narcotrafficanti sudamericani in tutta la loro vita!

Adesso l’emergenza pare sia finita. La neve si è sciolta. Non ci sono più dirette da fare dai balconi e fotografie dei pupazzi di neve. Niente più messaggio ai sindaci per sottolineare i disagi, servizi giornalistici di inviati intirizziti… niente!

neve-e-gelo-al-sudEppure è proprio adesso che si dovrebbe parlare di più dell’emergenza neve. Bisognerebbe sedersi a tavolino e fare un bilancio. Vedere come è stata gestita questa situazione del tutto straordinaria per il sud Italia. Infine,  capire cosa si sarebbe potuto fare di più e di meglio.

Sindaci informati da settimane che, a parole (e con tanto di video proclami sui social media), eran pronti a fronteggiare l’allerta meteo e l’emergenza neve, ma ai fatti son stati incapaci di gestire la situazione facendo, peraltro, una figura davvero barbina. Risultato: città con strade impraticabili, spazzaneve e spargisale non pervenuti (o lasciati inutilizzati ai bordi delle strade… cosa che sa davvero di beffa!), disagi totali per la popolazione, scuole chiuse per giorni come se non fossero bastate le già lunghe vacanze natalizie.

Ci saremmo accontentati!
Ci saremmo accontentati!

Ora: non è che i paesini del sud debbano dotare il loro parco auto municipale di attrezzature ad hoc. D’altra parte non siamo a Cortina d’Ampezzo o a Livigno. Ma due trattori e ruspe in croce e qualche mezzo a trazione integrale si potevano reperire sul territorio a costo ridotto. E il sale… il sale! Sale sulle strade, ma soprattutto in zucca! Sarebbe bastato davvero solo questo per ridurre notevolmente i disagi e permettere a tutti di continuare a svolgere la propria routine qotidiana. Certo, infagottati e goffi come non mai, ma operativi. Con buona pace dei ragazzini che sarebbero potuti andare a scuola normalmente… come fanno quelli di Cortina e di Livigno anche “con la neve alta così”!

Comunque, nei giorni caldi di questo freddo gelido si è parlato soprattutto delle vittime di questo maltempo tutt’altro che imprevisto, Sì è trattato per lo più senzatetto costretti a dormire all’addiaccio. Che poi, mi spiegate perché si dice aDDiaccio e non aGGHiaccio?

Torniamo seri! Abbiamo sentito di numerose vittime del freddo straordinario di questi giorni. Certo, mi dispiace tantissimo per loro. (In fondo non sono poi così cinica come sembro!) Quello che non mi quadra è perché si parli dei senzatetto vittime dell’ipotermia solamente in occasioni come quella che abbiamo appena vissuto. Ci sono una marea di barboni che muoiono di freddo ogni inverno e che passano sotto silenzio e nella totale noncuranza dei media e delle autorità civili e religiose.

emergenza-freddoNon voglio cadere nella retorica, ma forse sarà inevitabile. Siamo alle solite faccende all’italiana! Facciamo clamore per gli eventi eccezionali e giriamo il capo fingendo di non vedere lo schifo che ci circonda ordinariamente nella nostra quotidiana follia nazional-popolare. Ed ecco: tutti buoni e bravi a far prediche sulla necessità di aiutare questa povera gente. E tutti pronti a distribuire coperte e pasti caldi in strada e, ancor meglio ad aprire i dormitori, le chiese e le strutture di accoglienza in questi giorni di emergenza neve… e solo in questi giorni! Poi si chiudono di nuovo… è ovvio!!!

Insomma, miei cari Lettori, ancora una volta il nostro Paese ha dimostrato la sua fragilità e ha messo in evidenza l’incapacità gestionale di cui sono malate la maggior parte delle nostre amministrazioni locali e centrali.

Meditate gente, meditate!

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'hinterland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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