I tatuaggi sono un’antica tradizione che è arrivata sino a noi da molto lontano, un lontano geografico e culturale.
Per tanto tempo, nella nostra società, i tatuaggi sono stati associati a gente senza scrupoli, carcerati e poco di buono. Oggi, finalmente, questo preconcetto sta svanendo, almeno nelle generazioni più giovani.

Io amo i tatuaggi e per me sono una droga, lo confesso. Ho iniziato a fare i miei primi tatuaggi alle soglie dei trent’anni perché avevo bisogno di scrivere sulla mia pelle la mia storia, affinché anche gli altri potessero iniziare a capire chi sono. Sono il mio modo d manifestare me stessa senza parlare. Ma rappresentano anche molto altro: ho continuato a farli ogni volta in cui ho sentito il bisogno di mettere un punto fermo ad una fase della mia vita che si concludeva o ad un altra che iniziava. La mia araba fenice (“la mia bambina”) è arrivata sul mio braccio quando ho scoperto di avere un piccolo tumore all’utero: lei mi serve a farmi ricordare che, dopo il dolore e la preoccupazione, rinascerò più forte di prima… e spero anche migliore. Ogni tatuaggio, inoltre, per me rappresenta un momento di catarsi: attraverso il dolore che provo durante la seduta, mi purifico da altri dolori e sofferenze ben più grandi.
Insomma, per me, il tatuaggio ha un significato profondo, spirituale, quasi mistico.
So di non esser sola a considerare i tatuaggi come qualcosa di più di un semplice disegno sulla pelle, ma sono troppe le persone che se ne fanno solamente per essere alla moda. Ed ecco, così, un fiorire continuo di tatuaggetti di fatine, folletti, stelline, cuoricini, gechi, delfini, infiniti, piume, farfalle. Sebbene fatti in stili diversi, colorati o monocromatici, grandi o piccoli, alla fine sono tutti uguali e si svuotano del significato che dovrebbero avere..
E quando un tatuaggio non ha significato, presto chi lo porta se ne pente e vuole coprirlo, trasformarlo o, in molti casi, cancellarlo. E la cancellazione spesso avviene perché si è avuta la geniale idea di tatuarsi sulla pelle il nome di un fidanzato, un compagno, un marito. Niente di più sbagliato! Approvo i tatuaggi coi nomi dei figli, ma non quelli coi nomi dei partner. Il motivo è molto semplice: partendo dal presupposto che un tatuaggio dovrebbe essere “per sempre”, non è detto che un compagno di vita resti per sempre al nostro fianco. In fondo, l’amore è eterno finché dura! Ma un figlio è tuo per sempre, anche quando si allontana da te.
Quindi, vi prego, non fate tatuaggi se non avete un vero motivo per farli. Non basta dire “lo faccio perché mi piace” ed è ancor peggio farlo perché è di moda o lo hanno tutti. Siate profondi!
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