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Lettera aperta ad Antonello Venditti. Le Sue scuse? Una presa in giro!

Mio caro Venditti,

non sono mai stata Sua fan e mai lo sarò, con buona pace di mio padre che La segue e apprezza; tuttavia, ho sempre avuto rispetto per la Sua persona perché i miei genitori – Suoi coetanei – mi hanno insegnato i sani principi del rispetto e della buona educazione a cui Lei pare tenere parecchio… pare! ( Ma su questo torneremo tra un po’, promesso!)
Per gli stessi valori, pur non gradendo la Sua musica (fatta salva qualche sparuta eccezione), Le ho sempre riconosciuto il Suo essere “artista” capace di riempire gli stadi e, a detta dei Suoi fan, di trasmettere emozioni.

A ‘sto giro, effettivamente, è riuscito a suscitare un’emozione anche in me. Più d’una, a dire il vero! Gliele elenco: indignazione, disgusto, biasimo. E mi fermo qui!
Purtroppo per Lei, caro Venditti, sono convinta che a provare questi sentimenti siano stati in tanti.

A suscitare cotanto sdegno non è stato il testo di una Sua canzone, bensì la Sua “figura da poco” durante il concerto che ha tenuto in quel di Barletta lo scorso fine settimana e che, Le piaccia o no, è diventata virale. 
[Info per i miei amati Lettori che se la fossero persa: le immagini della clamorosa gaffe di Venditti si trovano facilmente in rete; basta digitare in un qualsiasi motore di ricerca “Venditti Barletta disabile video”. Io il link mi rifiuto di inserirlo].

Comunque, ho bisogno di riportare fedelmente qui le Sue parole – omettendo volutamente le parolacce – affinché facciano da volano alla mia successiva riflessione.
Parto direttamente dal momento in cui un signore, da dietro il palco, Le si è avvicinato nel tentativo di salvarLa dal “colossale scivolone” che stava prendendo (uso un edulcorato eufemismo, per rispetto della sensibilità e dell’educazione  del mio pubblico).

Forse, se fosse scivolato sul serio e si fosse incrinato, che so!, la falangetta del mignolo sinistro, sarebbe stato molto meglio! Certo: non avrebbe potuto fare qualche concerto suonando il piano, ma ne sarebbe uscito dignitosamente, con l’immagine intonsa.

Dicevo: il Suo solerte collaboratore Le si è avvicinato e Le ha detto che la persona che Lei stava elegantemente epitetando era “speciale”.
Video alla mano (verba volant “video” manent… ad imperitura memoria globale!), Lei ha detto: “Eh, ho capito!… un ragazzo speciale che [però?] de’e ‘mparà l’educazione… Non esistono i ragazzi speciali… L’educazione è ‘na cosa, quindi,… allora,… arrivo a Melegnano…”

La diffusione del video getta su di Lei una vagonata di liquame che, sempre Lei, trova ingiustificata ed immeritata, ma – creda a me! – è giustissima!

All’indomani del grottesco incidente, ecco le Sue scuse con una diretta Facebook (che resterà anch’essa agli atti di questa querelle). Tardive più  di un bus imbottigliato nel traffico del raccordo anulare! Le scuse andavano fatte al cospetto di 5.000 persone a cui ha perso l’occasione di mostrare che tutti possono sbagliare, di insegnare il rispetto e l’educazione di cui si era riempito la bocca sul palco. Ma, si sa: si predica bene e si razzola male!

Di questo secondo video cercherò di analizzare le parti salienti, ma solamente dopo aver sottolineato che il Suo mea culpa, oltre ad essere tardivo, è pieno di controsensi!

Ma andiamo per gradi, Venditti. Lei ha detto:
1) Ho sbagliato perché nel buio non mi sono accorto di questa ragazza.
2) Pensavo si trattasse di una semplice contestazione politica alla quale sono abituato e a cui ho risposto in maniera molto violenta.
3) Più delle scuse non posso fare, non me la sento perché il mio concerto è molto molto complicato ed è diverso da tutti gli altri: dico delle cose molto forti.

Che non si sia accorto della ragazza (Cinzia) ci sta! Sostiene che nel buio non si è reso conto. Le credo! Sono salita su molti palchi, con i riflettori ad abbagliarmi e la quarta parete, il pubblico, non riuscivo a vederlo.

Quello che NON CI STA è che Lei, credendo si trattasse di una delle “solite” contestazioni politiche che ci sono durante i Suoi concerti, ha chiamato (così mi è parso di capire, tra un bip e l’altro) “testa di cazzo”  una persona. Una persona qualunque! E con l’atteggiamento degno del migliore tra i bulli, l’ha pure esortata a farsi vedere sul palco.

Se fossi stata io la genitrice di Cinzia, avrei portato con orgoglio mia figlia davanti a Lei e avrei asfaltato in un secondo la Sua tracotanza. Ma i genitori di Cinzia, in quel momento, sono stati dei gran Signori (loro sì) ed hanno avuto pietà di Lei!
Lei, Venditti, per Sua stessa ammissione, ha risposto al presunto boicottaggio del concerto con una deplorevole violenza verbale. A cosa, poi? Dal video del misfatto non mi pare di aver sentito provocazioni a Lei rivolte, ma solamente la voce di Cinzia che, risulta evidente, Le era di disturbo, La deconcentrava.
E mi rendo conto, avendo genitori un pelino più giovani di Lei, che è facile perdere il filo del discorso, dopo una certa età. E, a onor del vero, anch’io ogni tanto lo perdo… e non ho ancora cinquant’anni! Ma… c’est la vie!
La violenza della Sua risposta: è tanto più grave poiché a perpetrarla è un artista che avrebbe la responsabilità di essere un buon esempio per chi lo segue.
E ricordi, caro Venditti: “le cose molto forti” possono essere dette anche senza incorrere nel turpiloquio o nelle offese.

Continuando la trascrizione:
4) Nel buio uno non si rende conto e quando si rende conto come adesso ho fatto ammenda, ma l’ho fatta subito ieri sera DOPO il concerto … i genitori hanno avuto i miei pass.

5) Sono sconvolto onestamente perché arrivano attacchi che non mi merito: tutti sanno quanto voglio bene ai ragazzi speciali.

Mi faccia capire!

Un membro del Suo staff si  precipita a darLe un assist. Le bisbiglia all’orecchio che quello che Lei credeva essere un “facinoroso complottista assiepato sotto il palco col solo intento di mandarLe in vacca la serata” altri non era che un ragazzo “speciale”.
In quel momento Lei che fa? Invece di prostrarsi IMMEDIATAMENTE in mille e più di mille scuse, si veste di supponenza, sale in cattedra come il migliore degli educatori e, con il qualunquismo che “Cetto me spiccia casa!” e il tatto di Bruce Banner quanno s’encazza, afferma che il ragazzo speciale “de’e ‘mparà l’educazione“… il ragazzo?! (Che poi era una ragazza).
Detto da Lei, dopo la violenza verbale di pochi secondi prima, suona incredibile come se Carreras cantasse con l’autotune!
Farci sapere, poi, in questo mal riuscito atto di contrizione mediatico che, nella Sua grande bontà d’animo, ha fatto andare la famiglia nel backstage per porgerle le scuse e che, per farsi perdonare l’imperdonabile, ha regalato i pass per i Suoi concerti ai genitori (che, spero, non useranno mai!) è una nuova gran brutta caduta di stile!
Cosa anche peggiore, Lei ha pronunciato la frase “Non esistono i ragazzi speciali“. Babbo Natale non esiste! La Befana non esiste! Le persone speciali sì!!!
Sono confusa!… Mi sta andando in corto il cervello? Lei, sul palco afferma che i ragazzi speciali non esistono; neanche ventiquattr’ore dopo dice di voler bene ai ragazzi speciali e di spendersi per loro. Jeckill… Hyde… me fate ‘na pippa!
E ancora, perché al peggio non c’è mai fine:

6) Se ho sbagliato, è stata colpa del buiodelle personedello stress di un concerto molto molto complicato raccontando cose non da tutti.

Le chiedo: “SE” ha sbagliato? SE? Ma, e lo chiedo con bonario sbigottimento, come la Di Francisca con la Pilato: “Lei ci fa o ci è?
Lei, Venditti, ha sbagliato… e le chiacchiere (le Sue) stanno a zero! Specie quando vuol cavarsela a buon mercato dando la colpa al buio, alle persone,  allo stress di un concerto molto molto difficile. (Questo concetto lo ribadisce due volte: vuol convincere noi o Se stesso, Vendì?)

La colpa non è delle persone. Che poi: le persone chi? I Suoi agguerritissimi nemici politici e detrattori? E, mi faccia capire: ogni volta che Lei sale su un palco provano a boicottare il comiz… il concerto?
La colpa potrebbe essere, in minima parte, dello stress per un concerto molto molto difficile (mo l’ho ribadito anch’io,  contento?… ‘N fosse mai che je sfugge a quarcuno!). La soluzione al problema è facile: fare concerti più facili, in cui canta pe’ n’oretta e poi se ne va con un inchino.
Infine, il buio è stato colpevole fino al momento in cui il Suo assistente non le ha detto come stessero realmente le cose.
Da quel preciso istante in poi la colpa è solamente Sua!

Dulcis in fondo, il tocco di pathos strappalike:

7) Tu guarda la miseria! Mi metterei a piangere. A una cosa così io rispondo con le lacrime.

Ecco la prima (e unica) cosa giusta che ha detto: miseria! La miseria per un comportamento orribile, inqualificabile e gravissimo!
E mi pare giusto che Le venga da piangere, ma mi sorge il dubbio che le Sue lacrime non siano di vergogna, ma perché “sta a rosicà”!

Ormai il danno – per la Sua immagine – se l’è fatto da solo. Il latte l’ha versato Lei, caro Venditti; e mo nun po’ fa’ che se mette a frignà. Ce doveva pensà prima!

Cordialità.

Infinita-Mente

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'hinterland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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