Skip to content

Femminicidio: gli uomini che odiano le donne

La parola femminicidio è entrata di prepotenza nel nostro vocabolario ormai da diversi anni. Tutti sappiamo cos’è il femminicidio, ma poche donne hanno la consapevolezza che nessuna ne è immune. Molte donne, infatti, commettono l’errore di guardare al femminicidio come ad un male che non potrà mai colpirle, ma non è così. Bisogna partire dal presupposto che nessun essere umano, uomo o donna, sia immune da un gesto insano compiuto ai suoi danni. Quindi, mie care donne, aprite gli occhi e alzate la guardia!

Femminicidio: un male sempre esistito
Scarpe rosse: il simbolo della battaglia al femminicidio

Oggi di femminicidio si parla molto anche grazie ai media e ad internet, alle campagne antiviolenza, alle manifestazioni che si organizzano per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma tutto questo non basta a fermare il fenomeno che, al contrario, sembra in costante aumento. “Sembra” perché il femminicidio è sempre esistito, solo che in passato non aveva un nome specifico, un’identità precisa. Le donne erano semplicemente vittime di violenza, fosse essa perpetrata ai loro danni in ambito familiare, lavorativo o sociale di qualsiasi tipo. Oggi, invece, finalmente quella violenza ha un nome preciso, ma ha anche una varietà di sfumature molto ampia.

Tante sono le tipologie di violenza che una donna può subire e, ahimé, in molti casi subisce silenziosamente. E questa violenza è quasi sempre frutto di un rapporto malato che l’uomo instaura con la donna. Io non credo che gli uomini, in realtà, odino le donne, anzi non possono farne a meno. Talvolta, però, quel bisogno di avere una donna al proprio fianco si trasforma nel bisogno dell’uomo di imporsi sulla donna, di trattarla come una sua proprietà. Ma da dove arriva questa sua insana necessità?

Il problema di fondo è un’atavica concezione della donna come essere inferiore all’uomo, come sua sottoposta. Basta pensare a come, nella Storia (dalla più antica a quella moderna e contemporanea), le donne abbiano avuto un ruolo ben poco determinante nelle dinamiche socio-politiche del mondo, fatti salvi alcuni sparuti casi eccezionali. Alle donne spettava solamente il compito di essere moglie e madre, nella migliore delle ipotesi. Le donne, nel corso dei secoli, hanno dovuto lottare duramente per guadagnarsi la libertà di pensare, di esprimere quel pensiero, di studiare, di lavorare e fare carriera, di votare, di decidere se e quando avere figli, di decidere di non sposarsi, di chiedere la separazione, di non dover chiedere più il consenso ad un uomo per fare qualsiasi cosa.

Purtroppo, però,  l’antico retaggio culturale della donna come proprietà dell’uomo permane saldamente nella società moderna dove le donne, siamo sinceri, hanno faticosamente acquistato una parità solo formale con gli uomini, mentre una parità sostanziale è ancora lungi dal concretizzarsi. Non bisogna andare lontano per vedere quanto questa mia affermazione risponda al vero: è sufficiente fermarsi a guardare come le donne, in ambito lavorativo, a parità di ruolo, vengano spesso retribuite meno degli uomini, o quanta fatica facciano a trovare lavoro o a fare carriera. Insomma, la donna è libera, ma ancora con molte restrizioni. E queste restrizioni emergono con tutta la loro prepotente ferocia ogni qualvolta una donna viene maltrattata sia psicologicamente che fisicamente, picchiata, violentata, uccisa.

Tuttavia, non credo basti puntare il dito contro quell’antico retaggio culturale per giustificare certi beceri comportamenti maschili. Siamo nel Terzo Millennio, in un’era in cui si insegna ai giovani che la donna va rispettata al pari dell’uomo… o si dovrebbe insegnare!

 

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'interland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

Articoli - Website

Be First to Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...