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Le buone maniere: queste sconosciute

Le buone maniere stanno morendo! Sono ormai agonizzanti nella nostra società che, pure, è fatta del nostro spasmodico desiderio di  apparenza e, sempre più spesso, di poca sostanza. Nonostante il nostro bisogno di apparire, mi pare di capire che apparire educati e raffinati, oggi, non sia di moda, anzi sia quasi una malattia imbarazzante se non addirittura un’onta da lavare col sangue!Le buone maniere

Se ci fate caso, miei cari amici Lettori, la nostra società diventa ogni giorno più rozza, zotica e cafona: gente che si veste senza il minimo senso del decoro (non dico del buon gusto perché quello o ce l’hai o… pace!), persone che a tavola tengono le posate come zappe e vanghe e rumoreggiano [a tal proposito leggi anche: http://infinita-mente.com/2016/05/22/misofonia-disturbo-di-pochi-eletti/ ] stanno coi gomiti puntati sul tavolo o lo stuzzicadenti in bocca, ruttano scompigliando i capelli a chi è seduto loro di fianco, salvo poi giustificarsi con la solita vecchia solfa “è aria che deve uscire” (che non è MAI stata una scusa accettabile, se non alla “tavola dei cocchieri” medievali!), ragazzine che bestemmiano per strada,… Insomma: bifolchi ovunque!

Eppure il nostro Belpaese è stato la culla della civiltà, della cultura,  della raffinatezza, dell’eleganza e delle buone maniere. Non a caso, nacque in Italia, nel 1503, il padre del Galateo, quel tal Monsignor Della Casa che oggi si sta rigirando nella tomba a vedere come siamo diventati e che fine balorda abbian fatto i suoi insegnamenti. Certo, un Galateo scritto cinquecento anni fa, oggi potrebbe anche risultare piuttosto obsoleto, ma resta il fondamento delle buone maniere, quelle che non conosciamo più.

Siamo diventati aridi, sfrontati e senza vergogna. Abbiamo perso il senso del pudore, del decoro, della raffinatezza, dell’eleganza. La cosa, lo ribadisco, stride fortemente col nostro voler apparire. Perché noi vogliamo apparire, vogliamo farci notare e ci ingegnamo in tutti i modi possibili per riuscirci, anche se lo facciamo nel modo più sbagliato: spendiamo fior di soldi in abbigliamento (anche se, siamo sinceri, negli ultimi anni la moda ha sfornato tendenze opinabilissime in quanto ad eleganza: dai risvoltini, con annessi malleoli al vento, ai leggins che non pedonano la ciccia in eccesso, quella stessa ciccia che in passato si nascondeva mentre oggi si esibisce ogni giorno con orgoglio come ad un “ciccia pride”; dalle giacche da uomo striminzite alle stampe leopardate, tigrate, zebrate che sembrano voler affermare il nostro ritorno allo stato selvatico), in tecnologia all’avanguardia (a costo di venderci un rene al mercato nero, non possiamo non avere un telefono di ultimissima generazione da mettere orgogliosamente in mostra, sulla tavola imbandita, a fianco alle posate e che trilla in continuazione diffondendo imbarazzantissime suonerie ad altissimo volume… tanto per non passare inosservati, noi e il nostro “gioiellino”), dal chirurgo estetico (per avere tette e labbra come gommoni, nasi all’insù e la pelle stirata e inamidata a tal punto da non poter più sorridere), dall’estetista (e qui gli uomini stanno davvero dando il meglio di sé, con le loro sopracciglia ad ali di gabbiano con le quali, forse, sperano di far prendere il volo alle loro amate). Potrei continuare l’elenco delle utilità e futilità necessarie all’apparire del nostro tempo, ma credo di aver reso l’idea. Tutta questa voglia di apparire e, soprattutto, di apparire belli (per quanto si possa esserlo coi risvoltini e il maculato!), però, cozza coi modi assai poco raffinati di cui siamo capaci noi umani del Terzo Millennio.

E così, ci imbattiamo in persone che, a vederle ferme e zitte, sembrano così belle, eleganti, sofisticate e raffinate, ma poi, appena si muovono e parlano… apriti cielo!!! Eccole sciorinare bestemmioni a go go, camminare come gorilla nella nebbia, masticare la gomma rumorosamente, rivolgersi  agli altri in modo insolente e arrogante. E le buone maniere?  Sono andate a farsi benedire!!!

E quei pochi che, ancora, si comportano secondo le regole del bon ton? Beh, amici miei, quelle mosche bianche vengon viste come gli outsider della società, come “border line”, come extraterrestri che suscitano tanta ilarità. Già!!! Perché essere raffinati e ben educati, oggi, è ridicolo! Se non ti comporti come troglodita sei fuori dai giochi. Se sei elegante ed hai buone maniere, sei il “cretino del villaggio globale”!

Apri lo sportello della macchina alla tua ragazza? Lei per prima ti farà sentire un idiota! Non le cedi il passo entrando in un locale? Passerai per maleducato, quando, al contrario, il Galateo impone che sia l’uomo ad entrare per primo, al fine di assicurarsi che il locale sia degno di accogliere la propria donna. Non poggi il cellulare a destra o a sinistra del piatto quando siedi a tavola, ma lo tieni muto nella tasca o nella borsa e non lo degni di uno sguardo se sei in compagnia? Allora sei una persona asociale, senza amici (come se gli amici siano solamente quelli che vivono sulle pagine dei social). A tavola non mastichi rumorosamente e non fai qualche ruttino “di gradimento” oppure tieni i gomiti ben attaccati ai fianchi e  porti il cibo alla bocca rimanendo con la schiena diritta? Hai la puzza sotto il naso! Dai del Lei ad una persona che non conosci e che è più grande di te? Cooooooosa? Sei antico! Dare del Lei non si usa più… è fuori moda! Nemmeno a scuola, i ragazzi danno più del Lei ai loro professori!

Vi confesso una cosa: sono davvero incazzata nera!!! Perdonatemi il turpiloquio, ma qui era oltremodo necessario! Sono arrabbiata con le ultime generazioni di questa nostra società: parlo della generazione dei miei coetanei (i nati tra gli anni Settanta e Ottanta), ma anche di quella a cui appartengono i miei genitori. Senza voler offendere nessuno, devo generalizzare il discorso. La generazione post-bellica, che ora è anziana ed ha sicuramente ricevuto un’educazione di vecchio stampo, fatta di buone maniere e di rispetto, ha cresciuto dei figli poco attenti alle regole della buona educazione e delle buone maniere… o forse hanno semplicemente messo al mondo figli impermeabili alla buona educazione. Sono stati poco incisivi, poco severi ed ora, i loro figli sono i nuovi educatori, gli educatori degli uomini e delle donne del futuro. E ci ritroviamo di fronte orde barbariche di ragazzi dai trenta in giù che non sanno nemmeno dove abiti la buona educazione… figuriamoci le buone maniere! Dove andremo a finire di questo passo?

Comunque, io non ci  sto!!! Se mai avrò un figlio (o una figlia), gli insegnerò le buone maniere e lui dovrà impararle! E gli insegnerò a nn curarsi della gente che lo guarderà in modo strano, perché lui saprà di essere educato e raffinato, quindi sarà consapevole di avere un valore aggiunto rispetto alla pochezza ed alla rozzezza del mondo. Gli insegnerò a non vergognarsi delle sue buone maniere, ma gli insegnerò anche a stare al mondo e, quindi, a dimenticarle alla bisogna.

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'interland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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