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Il burkini: una questione scottante

In un’Europa piena di problemi seri, oggi sale agli onori della cronaca la questione del burkini.

Iniziamo a capire di cosa si tratta. Se il bikini è il costume da bagno composto da due pezzi, il trikini da tre, il monokini da uno (attenzione a non confonderlo col costume intero!), il burkini è il costume da bagno delle donne islamiche. Fin qui non credo vi sia nulla di strano: han diritto pure le donne islamiche ad andare in spiaggia… per nuotare, è ovvio, non certo per prendere il sole!Il burkini: una questione scottante

Oggi, come tutti i giorni, mi son seduta a tavola e, tra un’orecchietta e l’altra, ho ascoltato le notizie di diversi TG. Amo l’informazione pluralista quindi guardo tutti i telegiornali che mi capitano perché, si sa, l’informazione è sempre influenzata. Sta a noi raccogliere i dati, elaborarli e trarre le nostre conclusioni e opinioni.

Canale 5, Rai 1, Rai 3… nel giro di un’oretta ho sentito più volte la notizia del giorno: l’annosa e controversa questione sulla tolleranza del burkini sulle spiagge che vede contrapporsi le scelte politiche francesi a quelle italiane.

Ironia e scherzi a parte, la questione – benché paia non vitale per le sorti dell’ordine mondiale – è davvero spigolosa: stiamo vivendo in un clima politico internazionale difficile, rovente (e non perché siamo in estate!); un clima in cui stiamo “apparentemente” assistendo ad una guerra di religione senza confini. (Quell’apparentemente lo affronteremo, forse, in futuro. Mi riservo di decidere). In questo momento, dunque, anche il burkini potrebbe rivelarsi un problema serio.

La domanda a cui bisogna trovare una risposta è: dobbiamo accettare i burkini sulle italiche spiagge o fare come i francesi che hanno optato per la tolleranza zero?

In Francia molti sindaci, appoggiati dal Governo, hanno vietato i burkini sulle spiagge, pena un’ammenda di 37 euro per chi trasgredisce. Beh, poca roba rispetto a ciò che accadrebbe ad una donna occidentale che non rispettasse le prescrizioni religiose in un Paese islamico!

I francesi hanno giustificato questa loro scelta affermando che l’utilizzo dei simboli di una religione in seno ad una società laica e fondata sui principi di liberté, egualité e fraternité è contrario proprio ai valori per i quali hanno lottato fin dal lontano 1789.

Qualcuno potrebbe dire: “È giusto! Hanno ragione i francesi!”. Non nego che per qualche istante l’ho detto anch’io. Poi, ho ascoltato la risposta del nostro Ministro dell’Interno, Alfano e, inaspettatamente,  mi son trovata a riflettere.

Alfano afferma che proprio in un’ottica di uguaglianza, libertà e fratellanza, così come sancita nella nostra Carta Costituzionale, non possiamo impedire alle donne musulmane di recarsi in spiaggia vestite come prescritto dalla loro religione. Ed ecco che, dopo qualche secondo di meditazione, mi son ritrovata a dare ragione al nostro ministro.

E no, Lettori cari, non vale la vostra obiezione: “Ma noi, nei loro Paesi, siamo costretti ad obbedire alle loro leggi! È giusto che loro obbediscano alle nostre!”. Non vale questa obiezione perché loro rispettano le nostre Leggi e le nostre Leggi non impongono che si debba andare in giro per forza a capo scoperto o in spiaggia per forza denudati.

Meditate gente, meditate!

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'interland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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