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Riforma costituzionale non mi convinci!

Mancano meno di 24 ore al referendum che chiama gli Italiani ad esprimersi sulla riforma costituzionale.

La Costituzione ha il compito primario di unire gli Italiani eppure questa riforma li sta dividendo. Chi dice sì… chi dice no… chi fa spallucce e bofonchia un laconico “Mbah!”. Mariti e mogli arrivati alla separazione per questo referendum. Padri che hanno disconosciuto i figli per questo referendum. Amici che adesso non si salutano nemmeno più per questo referendum. Non si era mai visto nulla di simile in passato.

E non si era nemmeno mai visto che una riforma elettorale fosse presentata da membri del Governo. E nemmeno che a far campagna propagandistica scendesse in campo “niente popò di meno che” il Presidente del Consiglio… che prima di esser Presidente del Consiglio non era nemmeno un parlamentare. E nemmeno che ci fosse uno spaccamento delle compagini di partito tra fautori del Sì o del No. Per non parlarè dello spaccamento di palle degli Italiani! (concedetemi questo piccolo turpiloquio, miei cari ed amati Lettori).

img_20161203_142929Io, come tutte le persone di buon senso, ho ascoltato i vari comizi pro sì è pro no, ma soprattutto ho preso la mia amata Costituzione e l’ho letta. I primi 12 articoli sono pura poesia (con un po’ di romanticismo sturmer ed un pizzico di utopia). Il resto, lo ammetto, è un po’ pesantuccio. Ma dovevo leggerla per poi fare il raffronto la con il testo della riforma.

Dal basso della mia ignoranza politica e, ancor più , dal basso della mia condizione di cittadina quarantenne disoccupata, vi dico cos’ho capito io di questa riforma. Ho capito che:

1) questa riforma mina le basi della sovranità popolare. Innanzitutto ci rende estremamente difficile l’accesso agli istituti di democrazia diretta: aumenta del 300% il numero delle firme necessarie alla presentazione di una proposta di legge popolare (da 50 a 150 mila firme) e del 160% il numero di firme per chiedere un referendum popolare (da 500 ad 800 mila firme).

2) questa riforma mina le basi della sovranità popolare. Innanzitutto ci toglie la possibilità di eleggere direttamente i Senatori. questi verranno scelti in seno ai Consigli regionali o fra i sindaci. Ma con che criterio? Ma da chi? Verrà garantita la rappresentanza delle minoranze? E gli Italiani all’estero che oggi possono esprimere la preferenza per 6 senatori, chi manderanno a rappresentarli? E, sparendo le province, quei poverini di Trento e Trieste come faranno?

3) questa riforma mina le basi della sovranità popolare. Innanzitutto concederà l’immunità parlamentare ad amministratori locali col grande rischio di aumentare eccessivamente i loro poteri discrezionali anche in seno alle loro realtà locali e, di conseguenza, correre mo il grosso rischio di un’infiltrazione mafiosa nella gestione territoriale. Come dite? Ah… c’è già? Vabbé si può sempre fare di più, no?

4) questa riforma mina le basi della sovranità popolare. Innanzitutto la riforma prevede che lo Statuto della Camera disciplina l’operato dell’opposizione e sia votato a maggioranza assoluta. In pratica: la maggioranza se la suona, se la canta, se la balla e se l’approva come vuole. Le opposizioni varranno come il due di coppe quando la briscola è a denari!

5) questa riforma mina le basi della sovranità popolare. Innanzitutto continua a non essere previsto il vincolo di mandato. In questo modo continueremo a vedere i voltagabbana passare da sventolare bandiera rossa a ripararsi dietro lo scudo crociato o a guardar le stelle. E, così, la rappresentanza del popolo sovrano va a farsi benedire!;

Ecco cos’ho capito. Non vi basta? No? Allora vi dico cos’altro ho capito.

1) che nemmeno il Parlamento saprà più come fare le leggi visto che la riforma prevede almeno 10 iter di approvazione delle norme. Quindi non avremo più nuove leggi;

2) che la Corte Costituzionale verrà nominata per i 2/3 dal Parlamento  (quindi dalla maggioranza) che farà, così, ciò che meglio crede dei nostri principi fondanti;

3) che la riforma introduce la tutela della parità di genere. Ma non c’era già? Un certo art. 3 della Costituzione non prevede l’uguaglianza dei cittadini senza distinzione di sesso? Non sarebbe stato meglio introdurre in Costituzione il criterio del MERITO? Ah, no! Altrimenti come faranno più i politici a sistemare i loro parenti?

img_20161203_142453Insomma. Io ho capito che questa riforma non mi convince e NON MI PIACE!

Preferisco restare in questa Repubblica delle banane in cui, almeno sulla Carta, sono ancora garantiti i diritti degli Italiani. La compressione, la riduzione o la sparizione dei diritti mi lascia in bocca il sapore di dittatura.

Io confido nel buonsenso degli Italiani e spero che, almeno questa volta vadano alle urne perché davvero ne va del nostro futuro, di quello dei nostri figli e della stessa Italia.

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'hinterland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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