
Non c’è niente da fare. La vita è un gioco strano e sadico: ti fa incontrare la persona giusta, quella che ti completa, che ti fa tremare i polsi con uno sguardo, che ti manda in estasi con un sorriso, che capisci ancor prima che si esprima e che ti capisce allo stesso modo.
Te la mette lì, così vicina da sfiorarla, ma ti impedisce di prenderla. E mentre la sfiori, pensi a come sarà il vostro futuro, a quante esperienze condividerete, ai viaggi che farete, ai baci che vi scambierete. E sei felice dei tuoi sogni, ma sai che sono ancora lontani perché, per avverarli, devi prenderla quella persona.
E tu ci provi a prenderla, mille volte e ancora mille e un’altra volta ed una ancora, ma proprio non riesci a farla tua, a tenerla con te, passarci la vita ed essere felici insieme.
E allora decidi di lasciar stare, di andare oltre, di cercare una felicità simile altrove. Ma sai bene che non sarà mai lo stesso perché “simile” non è “uguale”. Ti illuderai di poter trovare un’altra persona giusta e di poter essere di nuovo felice. Alla fine la troverai quell’illusione di felicità, la prenderai e la vivrai perché, in fondo, per dar senso alla tua vita hai bisogno di credere di essere felice… almeno credere.
Ma lo sai che, appena potrai, penserai alla tua persona giusta. Ti basterà una canzone (la vostra), un profumo (il suo), una vecchia foto in cui eravate abbracciati e radiosi e tornerai lì, in quel luogo e in quel tempo in cui eri felice insieme alla tua persona giusta. Tornerai sempre al ricordo di quello sguardo, di quel sorriso, del suono della sua voce mentre ti prendeva in giro per poi ridere insieme.
Tornerai sempre al ricordo di quella felicità solo assaggiata e non gustata fino all’ultimo boccone.
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