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Quarantenni single per scelta… altrui

Chi di voi non conosce qualche quarantenne single?! A chi tra voi non è mai capitato di esclamare con aria sorpresa e, in molti casi, con una vena di sgomento, al cospetto di un quarantenne single, l’infelice frase: “Ancoraaaa??? E che aspetti a sposarti?!” Credetemi: il malcapitato single, in quel preciso istante, farebbe volentieri harakiri piuttosto che trovarsi costretto a rispondere alla suddetta quanto indelicata domanda; tuttavia, respira profondamente, sfodera il migliore dei suoi sorrisi di circostanza e, nelle giornate in cui gli dice bene, risponde bofonchiando: “Mah… che vuoi che ti dica… non so…forse non ho trovato l’anima gemella.” In realtà il single, in quel momento, sta sciorinando, nel suo io più profondo, una serie infinita di beceri quanto meritati improperi nei vostri confronti… sappiatelo!!!Single per scelta... altrui

Che si tratti di un uomo o di una donna, un quarantenne single fa parte di una categoria umana molto particolare e variegata. Esistono i “single per forza”, i “single per scelta”, i “single per autosuggestione”, i “single di ritorno”, i “single difettosi” e, dulcis in fundo, i “single per scelta… altrui”. Qui di seguito cercheremo di conoscere meglio questi gruppi all’interno della categoria.

● I single per forza: si tratta di un gruppo abbastanza ristretto di single che sono costretti a vivere la condizione di “singletudine” loro malgrado. Fanno parte di questo gruppo tutti i bruttini e le bruttine che, a causa dei canoni estetici della nostra società, sono fuori target, ma anche tutti i disoccupati che, ahiloro ed ahinoi, sono tristemente realisti e capiscono che non si può pensare di metter su famiglia se poi si deve andare a far la fila alla Caritas per avere un piatto caldo. Diciamocela tutta: è finito il tempo in cui si poteva vivere con poco e quindi valeva il motto “due cuori e una capanna”.

● I single per scelta: sono tutte quelle persone che decidono in modo razionale di non volersi “invischiare” in una relazione che tarperebbe loro le ali o, più banalmente, non trovano prioritario per la loro realizzazione umana e personale dover per forza avere un partner. Quella dei single per scelta è una categoria abbastanza ampia ed è costituita prevalentemente da individui di sesso maschile. Cerchiamo di guardare i fatti senza false ipocrisie per dare una piegazione a questo fenomeno: c’è una differenza abissale tra uomini e donne. Le donne sono cerebrali, sentimentali, romantiche (e a volte diventano addirittura sdolcinatamente melense), sognano il principe azzurro (credono più loro alle favole di un bimbo di tre anni!) e la famiglia del Mulino Bianco (cosa combina la pubblicità!), si riempiono gli occhi di cuoricini, vogliono il matrimonio; gli uomin sono più pragmatici e ragionano con due teste (devo spiegarvi io quali sono o ci arrivate da soli? Confido nella vostra intelligenza!). Gli uomini non vanno tanto per il sottile e il rapporto di coppia è, per loro, utilitaristico. Vi faccio un classico esempio di ragionamento maschile: “è carina… ci esco e poi vediamo come va… speriamo che stasera ci sta!” [“ci sta” può essere sostituito dalla meno elegante frase “me la dà”, n.d.a.]. Fatta questa dovuta premessa, diventa facile capire come mai questa categoria è fatta per lo più da uomini. Eppure esistono donne single per scelta: si tratta di quelle donne che non credono nelle favolette del principe, della casa del Mulino Bianco, delle farfalle nello stomaco e bla bla bla, ma soprattutto, conoscono l’uomo e, di conseguenza, preferiscono tenerlo a distanza di sicurezza. Furbe loro!!!

● I single per autosuggestione: fanno parte della categoria tutti quei single quarantenni, uomini o donne, che si svegliano ogni mattina e recitano il mantra “Io sto bene da solo/a… io sto bene da solo/a… io sto bene da solo/a”. Che poi, detto tra noi, loro sono i primi a non crederci! Questo mantra lo recitano anche al cospetto dei simpaticoni che fanno loro l’altra famigerata domanda che ogni single teme di ricevere (e puntualmente riceve milioni di volte): “Come mai sei single?”. Ora, a prescindere dalla categoria del single, ma a questa brillante domanda, mi dite voi cosa si può rispondere? L’unica risposta che a me viene spontanea è: “Ma tu… come mai sei idioooo… sposato?” (Lo so… lo so… non si risponde ad una domanda con una domanda, ma concedetemelo almeno di fronte a chi non sa farsi i fatti propri!)

● I single di ritorno: questi sono single che, almeno una volta nella vita, si sono sposati oppure hanno avuto una lunga convivenza. Tornano alla singletudine loro malgrado, a causa della fine del loro rapporto di coppia. Solitamente questi sono tra i single più difficili, quelli più restii a intraprendere nuove relazioni perché scottati dal fallimento e impauriti dal fatto che possa ripetersi. Tendono a regredire alla fase adolescenziale, quando si vivono le relazioni in modo leggero, fugace e, a dirla tutta, tornano a comportarsi proprio da adolescenti con i loro outfit all’ultima moda (e poco importa se, superati gli anta, sembrano ridicoli coi jeans strappati o i vestitini da bamboline), le serate fuori dalle cicchetterie, le nottate in discoteca (ormai, a causa loro, l’età media dei frequentatori di discoteche ha subito una forte impennata). Non si può dar loro una colpa di questo perché un trauma lascia sempre i suoi segni. Alcuni single di ritorno, però, dopo una fase di elaborazione del dolore ed accettazione del proprio status, si rimettono in discussione e si predispongono ad avere nuove esperienze eppure vanno incontro, o meglio, si scontrano con i preconcetti che gli altri si fanno su di loro: “Ah, beh… se è tornato single qualche problema lo avrà, quindi meglio stare lontani!”.

● I single difettosi: si tratta di tutti quei single che restano tali o tornano single dopo relazioni brevi. Pur anelando una relazione stabile, i single difettosi non riescono mai a trovare il partner giusto perché vedono difetti insopportabili in chiunque tenti un approccio con loro: uno ha l’orecchio a sventola, un altro l’alluce valgo, una ha un seno più alto dell’altro, un’altra ha le narici asimmetriche, quello mastica rumorosamente, quell’altra ride come una foca monaca ammaestrata,… e, dilungandsi nella ricerca di una perfezione ideale ed irreale, si ritrovano a cercare l’anima gemella nella casa di riposo dove, finalmente, troveranno la persona giusta, ma sarà troppo tardi per godere delle gioie della gioventù perduta (che, badiamo bene, era già perduta a quarant’anni!).

● I single per scelta altrui: su questa categoria non mi dilungherò. Si tratta del gruppo più nutrito in assoluto e vi fanno parte tutte quelle persone che vengono lasciate per i motivi più disparati e, spesso, anche più banali. È inutile che cerchiamo di indorare la pillola: si tratta di pura sfiga!

Adesso che sappiamo bene tutti chi sono i quarantenni single, vi parlo da quarantenne single e lo faccio quasi in modo serio. Ogni giorno mi sento fare domande come quelle che vi ho già menzionato, ma ultimamente un’insnuazione mi ha fatto sorridere divertita, ma anche in modo amaro, e mi ha dato lo spunto per scrivere questo pezzo. Una mia coetanea che mi conosce da quasi tutta la vita mi ha fermata per strada e mi ha chiesto prima se avessi un fidanzato e, a seguito della mia risposta negativa, mi ha chiesto se “per caso” non fossi lesbica. Ciò che mi fa ridere è vedere come, pur essendo nel terzo millennio, a troppa gente ancora sembra assurdo che una donna possa essere single a quarant’anni (dalle mie parti si definisce “zitella”) e che, se lo è, con molta probabilità è lesbica. Qui emerge tutta la mancanza di delicatezza e, non me ne voglia a male nessuno, anche l’ignoranza che ancora affligge il nostro Paese: in un mondo in cui molte nazioni hanno legalizzato i matrimoni omosessuali, in Italia permane un assioma secondo il quale, se sei single, sei un omosessuale che si nasconde.

Meditate, gente… meditate! E sorridete, ma soprattutto smettete di fare domande sciocche ai single, grazie!

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'interland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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