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Il carattere logora chi non ce l’ha

CarattereSicuramente vi sarà capitato di sentire dire “il potere logora chi non ce l’ha”. Si tratta di una massima creata da un uomo politico italiano assai controverso, ma di indubbia levatura intellettuale e finissima ironia. Se ci pensate bene, questa è la sintesi del nostro vivere. Provate, adesso, a sostituire la parola “potere” con la parola “carattere”. Fatto? Non vi pare che “il carattere logora chi non ce l’ha” sia un’altra massima pregna di significato? E sapete come si chiama quel logoramento che ammorba l’anima delle persone prive di carattere, amici miei? Si chiama INVIDIA!

Ora vi svelo un segreto. Tutti credono che le persone più invidiate siano quelle belle, quelle ricche, quelle famose o quelle “bellericcheefamose”. Niente di più sbagliato, cari miei! Di solito, le persone più invidiate, non sono quelle più carine esteticamente o quelle col portafogli più gonfio (di soldi e carte di credito platinum, si intende!), ma quelle con maggior carattere; quindi anche una persona poco avvenente o col portafogli pieno di bigliettini da visita e spicciolini rossi, ma con altre dotazioni di serie (intelligenza, ironia, simpatia, cultura,…) può essere oggetto di invidia e, puntualmente, lo è.

L’invidia è, per chi la subisce, motivo di vanto, di orgoglio. Serve a dare all’invidiato la consapevolezza di avere carattere… qualora avesse bisogno di conferme. Non vi è mai capitato di godere sapendo che qualcuno provava invidia nei vostri confronti?  A me sì, ed anche troppo spesso… il che vuol dire che di invidiosi al mio seguito ne ho davvero tanti! Ah, come godo! Il mio godimento ed il mio compiacimento sono direttamente proporzionali al rodimento di chi ha gli occhi puntati su di me. Sapere di avere rosiconi detrattori alle calcagna rende la mia vita assai più divertente di quanto non sarebbe a non averne: più loro si rodono e più io me la rido! Una pacchia!!

Io, dal canto mio, non sono capace di provare invidia nei confronti di nessuno. Posso ammirare qualcuno per delle sue caratteristiche e peculiarità, ma nulla di più. Al massimo, posso cercare di farmi ispirare da quella persona, posso pensare di prenderla a modello verso il quale tendere e lavorare su me stessa nel tentativo di somigliare all’oggetto della mia ammirazione. Solo questo!

Ora, proviamo a metterci nei panni degli invidiosi. Brutta vita la loro! Pensate a quanto sangue amaro fanno. Eppure, i rosiconi non sono consapevoli di esserlo. L’invidia nasce spontanea in loro, come l’ortica o la gramigna in un orticello. Voi, a questo punto direte: “ma l’ortica e la gramigna si estirpano per permettere alle piante coltivate di crescere bene”. Giusta osservazione. Voi sì che mi date soddisfazioni! Ma estirpare le piante spontanee da un terreno è molto più facile che smettere di invidiare il prossimo. In fondo, l’invidioso è un po’ come la volpe che, non arrivando all’uva, dice che è acerba. Insomma, gli riesce più facile denigrare chi è migliore di lui piuttosto che ammettere di non esserne all’altezza. Eppure sarebbe così facile guarire dall’invidia!

Vedete, per smettere di provare invidia, ogni persona affetta da questo male dovrebbe mettersi in discussione, dovrebbe lavorare su se stessa per migliorarsi, ma tutto questo costa molta fatica. È un po’ come voler dimagrire e, invece di fare la dieta e andare in palestra, restar stesi sul divano a guardare un film mangiando hot dog e patatine o un chilo di gelato. Ho reso l’idea?

Mettersi in discussione per migliorarsi è un’attività che solo in pochi riescono a fare. Quelli che ci riescono, solitamente, sono dotati di intelligenza e carattere. E torniamo al punto di partenza: il carattere. Abbiamo detto che chi ha carattere viene invidiato da chi non ne ha; e abbiamo anche detto che solo chi ha carattere riesce a mettersi in gioco per migliorarsi. Dunque, da questo possiamo trarre un’amara conclusione: un invidioso non potrà mai smettere di esserlo.

A questo punto, non mi resta che chiudere tristemente il cerchio di questa mia riflessione tornando a dire: “il carattere logora chi non ce l’ha”!

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'interland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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