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Non datevi pena per la pena di morte!

Oggi su Facebook leggevo un link pubblicato da una mia amica. Il titolo era: “Pena di morte: dal 2017 anche in Italia”. Ovviamente era seguito da una sfilza di commenti di chi si schiera a favore e di quanti sono contro. Per quanto fosse una bufala il link, i commenti mi hanno fatto riflettere una volta in più su questo tema assai controverso.Non datevi pena per la pena di morte!

Ci sono molti Paesi nel mondo in cui si pratica la pena di morte. In alcuni viene usata come “legge del taglione”, in altri per tenere sotto scacco il popolo ed eventuali “sovversivi” del sistema. Tra i Paesi che la applicano ci sono anche alcuni Stati appartenenti ai civilissimi Stati Uniti d’America (unico Paese occidentale su 78 che la applicano). Anche lì la gente si divide tra favorevoli e contrari, tanto che molti Stati hanno deciso di abolirla.

Io mi sono chiesta spesso se sia giusta la pena di morte e non ho mai saputo darmi una risposta. Certo, quando sento che hanno catturato un pedofilo assassino, il mio primo impulso è quello di dire “Ammazzatelo!”, ma poi, passata la rabbia (non certo il dolore), penso che non si può e non si deve rispondere alla violenza con la violenza.

I fautori della pena di morte sostengono che, oltre ad essere la giusta punizione per chi priva qualcun altro della propria vita, serva anche da deterrente alla violenza. Ma quant’è vera questa affermazione?

Pensiamo a cosa accade negli U.S.A., nazione a cui noi del Vecchio Continente guardiamo come esempio da seguire. Negli Stati in cui è in vigore la pena di morte la violenza persiste, quindi mi chiedo: l’effetto deterrente di cui si parla dov’è? Omicidi, serial killer, pedofili, stupratori comunque continuano a colpire, in barba al rischio di finire sulla sedia elettrica o con un ago in vena. E che dire, poi, di quanti sono stati condannati e uccisi e

solamente dopo anni si è scoperta la loro innocenza e che son stati uccisi per un errore giudiziario o investigativo? http://www.panorama.it/news/esteri/obamamania/pena-morte-innocenti-sentenza-studio-stati-uniti/

Carlos De Luna http://america24.com/news/la-storia-di-carlos-deluna-condannato-a-morte-in-texas-da-innocente

Ecco: non se ne viene a capo! Dunque restano i dubbi. Ognuno la pensa secondo la propria coscienza (vale per chi ne ha una, si intende!).

Comunque, noi in Italia possiamo stare tranquilli: favorevoli o contrari alla pena di morte, qui non sarà mai introdotta. Il motivo è semplice: l’Italia è una nazione laica solamente sulla Carta (uso la maiuscola perché intendo la Carta Costituzionale) e le sue leggi passano per il benestare del Vaticano. Finora lo “Stato Pontificio” ha messo bocca ed ha pontificato su tante questioni del nostro Paese: ha impedito l’approvazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e la legalizzazione dell’uso della cannabis. Ora credete che lascerebbe approvare l’introduzione della pena di morte?

 

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'interland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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