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Le bugie hanno le gambe corte… sempre più corte!

Tema di oggi: le bugie.

La prima cosa da dire sulle bugie è che noi esseri umani nasciamo tutti programmati per dirle. E iniziamo a mentire ancor prima che a camminare! Diventiamo bugiardi patentati sin dalla più tenera età, credendo di farla in barba agli adulti! Il problema è che da piccoli siamo furbi quanto basta per mentire, ma non ancora abbastanza per capire che gli adulti – che tanto demonizzano le bugie al cospetto dei bambini – sono i primi a spararle grosse… e quindi a riconoscerle!

Da bambini, le nostre orecchie hanno sentito dire, per un’infinità di volte, “LE BUGIE NON SI DICONO”. Questo è il primo errore che gli educatori commettono da tempo immemorabile: sappiamo bene che dire ad un bimbo “Non fare questo, non dire quello,…” equivale a instillare nel “giovin virgulto” il pensiero che quella cosa DEVE AS-SO-LU-TA-MEN-TE essere detta o fatta!

Si cresce e si diventa consapevoli.
Consapevoli anche del fatto che le bugie “non si dovrebbero dire”. Eppure, nonostante questa consapevolezza, continuiamo a dirle! Avendo una coscienza, poi, ci rendiamo conto che le menzogne hanno un peso e che, talvolta, è decisamente gravoso.

Smettiamo, dunque, di mentire? Macché! È più facile trovarsi un alibi per rendere le menzogne più leggere. Come? Dicendo a noi stessi (menzogna su menzogna!!!) che esistono due categorie di bugie: le bugie bianche e quelle nere. Quelle bianche sono innocenti, dette a fin di bene, per non far soffrire inutilmente chi ci sta vicino. Per inverso, quelle nere…
Problema, dunque, risolto?! Adesso va tutto bene?! Diciamo solo bugie bianche. Tutti!!!

Ma scherziamo??? Sette miliardi di bugiardi patentati sul pianeta e tutti che dicono soltanto bugie bianche? Ma per favore!!!

A me le bugie danno estremamente fastidio! Anche quelle bianche. Questo non significa che io non ne dica o non ne abbia mai dette, ma soltanto che mi assumo sempre la responsabilità di quel che dico e delle conseguenze di tutto ciò che dico.

Sì, perché una lezione che, prima o poi, tutti impariamo è che LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE, MOLTO CORTE! Direi: SEMPRE più corte.

Da che mondo è mondo, per ogni bugiardo c’è sempre stata la resa dei conti con la verità scoperta. Certo, prima era un po’ più difficile scoprire gli altarini, tirar fuori gli scheletri dagli armadi.

Oggi, invece, è molto facile scoprire gli arcani di ognuno di noi anche grazie alla tecnologia. Quanti di noi hanno scoperto i tradimenti del proprio partner intercettandone sms infuocati rivolti all’amante? Quanti hanno appreso che un ex, il giorno dopo averci scaricati, pubblicava foto su FB con altri o era già nuovamente impegnato? Quanti si sono sentiti dire “Ora non posso, sono al lavoro, sentiamoci più tardi.” e poi hanno visto che la persona indaffarata stava “lavorando” postando qualche link su FB, magari stando comodamente spaparanzato in poltrona? Quanti di noi hanno ricevuto la buonanotte su Whatsapp e poi hanno continuato a vedere online l’interlocutore? Potrei continuare all’infinito, ma non lo farò perché so che chi mi sta leggendo, di sicuro, sta mentalmente aggiungendo a questa la propria casistica personale.

Detto ciò, la riflessione.
Avendo ormai capito che anche le bugie bianche fanno male a chi ne è destinatario e, scoperte, causano problemi e ripercussioni al pari delle bugie nere, non sarebbe più semplice dire all’altra persona la verità? Tanto quella viene sempre a galla!

Meditate gente, meditate.

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'interland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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