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Coronavirus: è arrivato anche in Italia. Dobbiamo veramente iniziare a preoccuparci?

Da diverse settimane, il Coronavirus è diventato l’argomento più dibattuto del mondo: ne parlano tutti i tg del pianeta e pure la D’Urso nei suoi 38.593.829 programmi tv.

Vi confesso che, in partenza, ho seguito poco la vicenda. Sono convinta che sul clima teso e di paura in cui stiamo vivendo pesi il clamore mediatico che, coi titoloni, ingigantisce le cose in nome di tirature e ascolti record. Ricordate l’allarme Ebola? Alla fine, la pandemia annunciata non c’è stata. Per fortuna, si intende! In compenso, abbiamo avuto una bella psicosi di massa. E lo stesso potremmo dire per la Mucca Pazza, l’Aviaria, la Sars, la rediviva TBC,…

Coronavirus: cos’è e da dove viene.

Prima di affrontare a modo mio il dramma psico-socio-sanitario di portata mondiale dovuto al Coronavirus, dovevo fare conoscenza col virus più ricercato del momento. Non volevo correre il rischio di dir cavolate. Non che io non ne dica mai, per carità!  Nemmeno prometto di non dirle in questo pezzo!

Dribblando termini scientifici comprensibili solo a Rita Levi Montalcini, Madame Curie & Co., ho letto che si conoscono numerose sottospecie del virus, ma il ceppo indicato con la sigla SARS-CoV2 è quello che, al momento, sta creando il panico a livello mondiale. Di lui non si sa molto: si sa che viene dalla Cina, ma non si sa in quanto tempo si propaghi o quale sia il periodo di incubazione, né si conosce la sua letalità che potrebbe anche essere di gran lunga inferiore rispetto alla letalità di altri virus, compresi quelli influenzali conosciuti.

La situazione in Cina.

Coronavirus: cinesi con mascherineSi sa che la Cina ha un miliardo e mezzo di abitanti e che ci sono oltre settantottomila casi di contagio e circa 2.300 decessi; quindi parliamo di una percentuale di infetti pari allo 0,0052% della popolazione e di una percentuale di decessi che, rispetto al numero degli infetti, è del 2,95%, mentre è dello 0,00015% rispetto alla popolazione totale. Visto da questa prospettiva numerica, il Coronavirus non è poi così inquietante.

Nell’analisi del fenomeno bisogna considerare innanzitutto che la Cina è una nazione estremamente vasta e piena di contraddizioni: vi esistono zone sperdute in cui le condizioni igienico-sanitarie in cui vive la popolazione rurale sono a dir poco pessime, da Terzo Mondo. Inoltre, per comprendere ciò che sta accadendo, dobbiamo considerare un altro fattore: la sanità.

In Cina il sistema sanitario, dagli Anni ’80 e fino alla riforma del 2008, è stato nelle mani dei privati; questo ha determinato l’impossibilità di accedere alle cure ospedaliere per una grossa fetta della popolazione con conseguenze pessime (e prevedibili) sullo stato di salute generale dei cinesi. Oggi, il Paese sta cercando di correre ai ripari e di garantire le cure di base in modo capillare, anche in quelle aree che sembrano dimenticate da Dio e dagli uomini. Io credo che sia proprio in scenari come questo che un virus abbia maggiori possibilità di diffondersi.

Alla luce di tutto questo, dubito che i 78.000 casi noti siano effettivamente TUTTI i casi realmente sviluppatisi; è cosa assai più verosimile che si tratti solamente dei casi noti perché gli altri saranno probabilmente passati sotto silenzio. Magari ci sono state persone che hanno beccato il virus e ne sono guarite senza che nessuno ne sapesse niente. Chissà!!!

Il Coronavirus, ora, è arrivato in Italia…

Coronavirus: mappa focolai Italia… e se gli italiani erano in panico già quando il virus era a migliaia e migliaia di chilometri da qui, adesso è il caos! In questi giorni, Protezione Civile, Premier, Ministero della Salute, OMS, amministratori locali e persino gli amministratori di condominio stanno emanando circolari, ordinanze, divieti e istruzioni per arginare il contagio. Nonostante ciò, la psicosi da isteria collettiva sta serpeggiando tra noi, da Nord a Sud.

Ma come siamo messi da queste parti? Per capirlo, vi do un altro po’ di numeri. L’Italia conta una popolazione di circa 60.360.000 persone. I casi di contagio da Coronavirus ufficiali sono 230 e i decessi riguardano 7 persone,t  anziani e con patologie pregresse. Vediamo cosa vuol dire in termini statistici: siamo allo 0,0004% di infetti rispetto alla popolazione totale; siamo al 2,6% di decessi rispetto al numero dei malati e allo 0,00001% rispetto alla popolazione.

Situazioni a confronto.

Bene! Fatti tutti i calcoli, se li mettiamo a confronto con quelli cinesi, noi non stiamo malaccio! Orsù! Potremmo star meglio, ma…

Comunque, per curiosità, sono andata a controllare i dati statistici dell’influenza della stagione invernale 2018/2019. In questo momento, non si può fare un confronto diretto tra l’influenza stagionale e la sindrome respiratoria nota come Covid-19 originata dal SARS-CoV2. Perché dunque guardare quei dati? Per renderci conto che, in Italia, anche l’influenza stagionale uccide! E che uccide il 25% dei casi più gravi. E che lo fa nonostante il vaccino.

La cosa strana, però, è che questi dati passino inosservati. Eppure, essendoci il vaccino, la mortalità dovrebbe essere bassissima. Ma il problema non è il vaccino. La questione sta altrove: nelle condizioni fisiche pregresse delle persone colpite.

Sia la Covid-19 che la sindrome influenzale uccidono persone che hanno già un sistema immunitario compromesso e/o un fisico debilitato.

Cosa sta succedendo?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta monitorando il diffondersi del Coronavirus; ancora non lancia l’allarme pandemia anche se non esclude potrà verificarsi in futuro.

In Italia, invece, è già paura, panico, caos! Nella testa degli italiani è già pandemia!

I focolai italiani sono stati individuati tra Lodi, Cremona e Pavia. Il paziente zero non si trova, ma sicuramente si tratta di una persona che ha avuto contatti con la Cina.

Il resto dell’Italia non può e non deve sentirsi immune dal contagio, ma nemmeno dovrebbe piombare nella psicosi da contagio. La gente inizia ad assaltare i negozi per fare scorte di cibo, manco si stesse avvicinando una carestia. E a nulla servono le rassicurazioni del Governo in merito agli approvigionamenti sia di viveri che di medicine.

L’altro problema è l’aspetto sanitario della faccenda. Non esiste un vaccino contro questo virus. Ci vorrà almeno un anno prima che ne venga messo a punto uno. Nel frattempo, la gente intasa ospedali ed ambulatori medici al primo starnuto. E questo non va bene perché, per paradosso, aumenta il rischio di contagio.

Coronavirus: esaurite mascherine in ItaliaLa gente ha anche sentito le indicazioni di prevenzione spiegate dai medici. [Se volete trovare delucidazioni sul virus e sulle norme igienico-sanitaria di prevenzione dal contagio, cliccate qui.] In tanti hanno fatto incetta di gel disinfettanti a base alcolica per le mani e di mascherine. Adesso è difficilissimo trovarne.

Cosa dovremmo fare e cosa no.

Il panico offusca le menti di tutti. Ci fa agire in modo irrazionale, illogico. Ed il panico mina la lucidità anche degli amministratori pubblici: uno pensa di chiudere le scuole, ma lascia aperti i tribunali; un altro propone la sospensione degli incontri di calcio delle serie minori, ma non di quelli di serie A; altri ancora chiedono di evitare gli assembramenti, ma non impediscono a 50.000 pellegrini provenienti da tutto il mondo di recarsi dal Papa assicurando che sono messe in atto tutte le manovre di prevenzione e controllo. Ma i controlli come sono fatti? Sono capillari? E che tipo di controlli viene fatto? È sufficiente il controllo della temperatura corporea? Cioè: siamo sicuri che un soggetto sfebbrato non abbia il virus?

E si parla di bloccare l’Italia per una settimana. A poco servirebbe il blocco di tutte le attività pubbliche e private del Paese per una settimana, poiché il periodo di incubazione pare essere superiore ai 7 giorni. Per poter arginare i casi nel Paese dovremmo stare tappati in casa per almeno un mese.

Sapete che c’è? C’è che io, per quanto mi riguarda, ho deciso di non farmi offuscare la mente da una minaccia che è ancora lungi a concretizzarsi. Ho deciso che continuerò la mia solita vita, in attesa di provvedimenti dall’alto, giusti o sbagliati che siano.

Credo che questa sia la soluzione migliore per evitare che lui si diffonda. Non il virus! Il panico!

Meditate, gente. Meditate!

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'hinterland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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