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Natale 2020: tra divieti e concessioni, cosa potremo fare?

Natale 2020. Ci siamo! Manca solamente una settimana alla nascita del Bambinello.

L’anno scorso (ma anche l’anno prima e quello primaprima e quello primaprimaprima,…), di questi giorni, eravamo tutti (o quasi) alle prese con la gestione dell’ansia. Cosa cucino?… Devo ricordare che la figlia del cugino di mia cognata è vegetariana. Cosa mangiano i vegetariani a Natale?… Cosa regalo a mia suocera? Ah, no! Io non ce l’ho una suocera!… Piacerà il mio regalo a mio nipote? Spero di sì. M’è costato un rene e mezzo fegato!… Basteranno 15 chili di orecchiette per 36 persone?… Prendo il panettone con l’uvetta e i canditi o quello al cioccolato? Devo dire agli ospiti di portarsi le sedie… Devo andare dal parrucchiere, dall’estetista, devo scegliere il vestito,… Che stress!!!

In questo Natale 2020 le cose sono un po’ diverse, ma giusto un pelino. L’ansia c’è, non neghiamolo. Lockdown di Natale sì… lockdown di Natale no… Zona rossa… zona arancione… zona gialla… Autocertificazione sì… autocertificazione no… Spostamento tra comuni sì… spostamento tra comuni no… Apriamo tutto… Chiudiamo tutto… Lasciamo socchiuso… Compriamo nei negozi e usiamo la carta Cash Back perché bisogna aiutare l’economia locale… Non dovete andare a fare compere per non affollare le strade dello shopping e i centri commerciali… Andate al ristorante, in pizzeria, in braceria, ma al massimo per la merenda… Entro le 22:00 tutti a casa… Tutti tranne chi… Non se ne può più!!! BASTAAAAAAAAA!!! La gente ha bisogno di capire dove e con chi potrà passare questo Natale. Ed io ho bisogno di capire quanto capitone devo comprare!

È da febbraio che la politica non sa quali pesci pigliare per colpa del CoViD. È da febbraio che ci danno numeri di morti, di contagiati, di ricoverati, di asintomatici, di “tamponati”,… Non sto qui a disquisire sulla precisione di numeri e informazioni, non ora. So soltanto che da febbraio stiamo facendo amicizia con l’incertezza di dati, informazioni, notizie, smentite e smentite delle smentite.

È per questo che, da dopo Carnevale, ho volutamente messo in quarantena questo mio blog: per non dover parlare dell’argomento dell’anno e, così, omologarmi alle masse (cosa che non mi piace!). Inoltre non ho voluto correre il rischio di scrivere e gravarmi della responsabilità di veicolare informazioni imprecise; bastano quelle che ci vengono propinate quotidianamente, a tutte le ore e senza tregua, oltre che in modo approssimativo, da chi dovrebbe essere meglio e più informato di noi comuni mortali. Tuttavia, speravo di non dover tacere per un periodo così lungo.

Non ho resistito… ed eccomi qui! Eccomi qui, a casa mia, senza il mio consueto spirito natalizio ad interrogarmi su come andrà questo strano Natale.

Gli scorsi anni, in questi giorni ero in giro a comprare regalini e pensierini per parenti e amici, avevo già tirato fuori il mio pigiama con l’alberello, il maglione con le renne, gli orecchini con i Babbo Natale. Ero pronta a passare le festività a casa dei miei parenti, con zii, cugini e bambini allegri e casinisti che, sebbene facciano venire mal di testa, danno senso a questi giorni. Quest’anno, invece, niente zii, niente cugini, niente bambini, niente mal di testa, ma anche e soprattutto niente allegria.
Quest’anno non ho neanche preparato il mio alberello “minimal chic” e non credo mi prenderò la briga di andare a prenderlo dalla cantinola in cui è relegato dallo scorso anno: non serve se non ci sono regali da metterci sotto; non serve se non c’è lo spirito della festa. E quest’anno io quello spirito non ce l’ho. Quest’anno, insomma, ho lo spirito del Grinch!

Credo che molti di Voi, miei cari Lettori, staranno vivendo uno stato d’animo simile al mio. E no! Non vi dirò “mal comune mezzo gaudio” perché questo male lo dovremo vivere ognuno per sé, ognuno a casa propria. Fortunto chi non vive solo!

Questo Natale 2020, insomma, sarà davvero indimenticabile! Mi auguro sarà anche unico ed irripetibile perché non è bello ripetere esperienze brutte e tristi come questa.

Che dirvi di più? Ah… Sì! Buon Natale!

 

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'hinterland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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