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La strage ferroviaria pugliese e i suoi eroi di tutti i giorni

È di ieri la strage ferroviaria che ha colpito la Puglia, la terra di Bari. Non sono qui a scrivere solamente perché sono una donna pugliese e ci si aspetta che io scriva qualcosa sulla vicenda. Scrivo di questo dramma perché sono una pugliese orgogliosa di esserlo, fiera di appartenere a questa terra povera di denari ma ricca di valori antichi e di gente fantastica che oggi ha dimostrato di avere un gran cuore.

Non credo ci sia bisogno che io spenda troppe parole sull’incidente perché da ieri mattina in tv non si parla di altro. Certo, mi avrebbe fatto piacere che si parlasse della Puglia bella, quella turistica, quella felice, ma la vita non è fatta solamente di eventi belli e la cronaca ne è testimone.

Voglio parlare della mia gente, di tutti quei pugliesi che sono stati coinvolti nella strage ferroviaria: voglio parlare dei morti e dei vivi della mia terra e dare il giusto tributo ad ognuno di loro.La strage ferroviaria pugliese e i suoi eroi di tutti i giorni

Le persone che hanno perso la vita in questo drammatico incidente erano uomini e donne comuni, bambini con ancora tutta la vita davanti, giovani che la vita avevano appena iniziato a gustarsela la vita, padri, madri, lavoratori, studenti. Erano su quei treni per andare incontro alla loro vita quotidiana ed invece sono andati incontro alla morte. A loro ed alle loro famiglie va il mio pensiero così come quello di ogni buon italiano.

Sul luogo dell’impatto sono accorse anche centinaia di persone per prestare il loro soccorso, sotto il sole cocente che non ha dato tregua nemmeno nella disgrazia. In divisa, coi caschi, gli scarponi hanno lavorato senza sosta per salvare i feriti e continuano a lavorare senza sosta anche in queste ore. Le divise erano tante: Vigili del Fuoco, 118, Protezione Civile, Croce Rossa, Polizia di Stato, Carabinieri… non mancava nessuno. Li hanno definiti eroi, ma sono persone comuni. Ed io lo so per certo perché uno di loro è mio fratello ed anche lui era lì a dare il suo contributo. Sono uomini e donne che hanno scelto lavori difficili, mestieri e professioni che li portano ogni giorno a contatto coi problemi della vita e ogni giorno sono costretti a fare i conti con la morte. E lo fanno con serietà, abnegazione, grande forza e passione. Perché vestire una divisa e correre a prestare il proprio aiuto a chi ne ha bisogno si può fare solamente se si ha dentro una forza speciale, una passione per quella missione e un grande amore per la vita.

Sono loro il simbolo del buono che c’è nella nostra terra, ed ora non parlo più solamente della mia Puglia, ma dell’Italia tutta. Quell’Italia genuina, solidale, forte e coraggiosa; quell’Italia che sa stringersi attorno a chi soffre, sa aiutare chi ne ha bisogno, sa confortare chi è affranto; quell’Italia di gente sana, buona, giusta, non solo a parole. L’Italia della gente comune, l’Italia operaia e operosa.

 

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'interland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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