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2020, annus horribilis. Il mio bilancio si chiude in perdita. Il vostro?

Il 2020 è iniziato male e sta finendo peggio!

“Anno bisesto, anno funesto”. Mi pare che l’adagio dicesse così, vero? E mai come per questo 2020 la saggezza popolare ha colto nel segno!

A gennaio è andata a fuoco l’Australia e si sono estinti i koala. Poteva bastare? Ma quando mai!!!
Ci siamo svegliati una mattina di febbraio  ci hanno detto che in Cina, a novembre, era stato scoperto un nuovo virus. Avvisare prima no?!?
Nel giro di un mese siamo passati dall’epidemia alla pandemia ed abbiamo iniziato a sviluppare la nevrosi e la psicosi da CoViD-19.
Ci hanno chiusi in casa a marzo e ci hanno liberato a maggio.
Ci hanno sguinzagliato a giugno per farci passare un’estate pseudo-normale e ci hanno messo obbligatoriamente la museruola a settembre.
Hanno chiuso un sacco di attività mettendo in ginocchio l’economia. Poi le hanno riaperte, ma il danno era gia fatto.
Ci hanno detto che, in questo modo, sarebbe andato tutto bene in breve tempo, ma è andata bene “un par di palle”!

Siamo a dicembre 2020…

…e siamo più depressi di Giacomo Leopardi, più sfigati di Wile E. Coyote e più confusi di un camaleonte daltonico. Non abbiamo capito molto delle restrizioni che ci hanno imposto e quel poco che abbiamo capito lo ricordiamo pure male! Non sappiamo se dal 7 gennaio i ragazzi torneranno a scuola oppure continueranno a fare le interrogazioni in pigiama e col libro sulla scrivania (tanto il prof non se ne accorge!). Stiamo vedendo arrivare le dosi di vaccino dall’estero su camion frigoriferi scortati più del Papa. Ci stiamo annichilendo perché non siamo abituati a passare le festività in pochi o, peggio, proprio da soli.

E, diciamola tutta: durante gli ultimi 10 mesi non abbiamo capito un granché della nostra vita. Ci siamo persi tra i “metti la mascherina e togli la mascherina”, tra i “restate a casa” e gli “andate in vacanza”, tra i “morti di/con/per CoViD” (ma, almeno, abbiamo ripetuto le preposizioni semplici!), tra l’immunità di gregge (è proprio vero che ci considerano pecoroni!) e il “non esiste immunità”. E poi lenzuola con la scritta “Andrà tutto bene”; riunioni di condominio fatte dai balconi; aste da Christie’s per acquistare mascherine ffp2; consulti medici via WhatsApp che, quasi quasi, torno a fare il medico di me stessa. In fin dei conti, negli ultimi anni mi sono autodiagnosticata 7 ictus e 9 infarti e sono ancora qui!

Tirando le somme

Oggi, dunque, finisce questo strano anno, pesante e indigesto come una cena a base di peperonata, zuppa all’aglio e un paio di chili di cipolle caramellate alla birra! Io mi ritrovo qui, nella mia stanza, a tirare le somme come sempre.

Vediamo un po’: il Sanremo 2020 di Amadeus è stato caruccio anche se non ha vinto il mio Gabbani!

Non ho mai passato tanto tempo sul balcone come quest’anno. Mi sono persino accorta che abbiamo delle piante! I balconi, in questo 2020, sono stati il centro della movida! Per circa 70 giorni ci siamo dati  appuntamento coi vicini e con loro abbiamo parlato, scherzato, riso, pianto, cantato e persino brindato!

Abbiamo iniziato a salutarci toccandoci col gomito… quello stesso gomito nel quale dovevamo starnutire! Solo io ci noto un controsenso?

Tra un controsenso e l’altro, tra un’opinione scientifica e un’altra a botta di titoli accademici e numero di pubblicazioni, tra dati in diminuzione e dati in aumento, siamo arrivati all’autunno e la “squilla dà segno della scuola che viene” (concedetemi questa licenza poetica e che Leopardi non se la prenda a male). D.A.D., D.I.D., lezioni in presenza (ma se sei assente non puoi collegarti da casa), banchi distanziati, banchi a rotelle, professori che mancano, etc etc. Il caos regna sovrano fino a… Magari fosse finito!!! C’è ancora tanto caos, ma ne parleremo in un altro momento, miei cari Lettori.

Dunque…

Nel 2020 di sicuro si è guadagnato mooooooolto meno, eccezion fatta per i produttori di mascherine. Ma vi posso confidare un segreto? L’anno scorso, di questi tempi, ero più povera! Il CoViD mi aiuta a risparmiare: niente uscite con gli amici, quindi niente pub, pizzeria, aperitivo,…; non sto andando dal parrucchiere perché, in questa clausura, posso pure tenere i capelli allo stato “brado” (è la volta buona che riuscirò a farli crescere!); ho persino deciso di non comprare il cappotto nuovo perché non mi servirà: le uniche uscite per me previste sono quelle per andare a gettare l’immondizia (quando mio padre “marca visita”!). Per queste uscite basta la mia vecchia felpaccia in pile!

Molti hanno imparato a cucinare pur di ammazzare la noia e si sono riscoperti aspiranti Masterchef! Bello fino a quando non sono saliti sulle bilance. Durante il lockdown sono ingrassati tutti tranne me! Ah… già: io ero cicciona anche prima. Comunque… Tranquilli! Credo di avervelo  già detto: se non v’ammazza il CoViD, ci penseranno colesterolo, trigliceridi e diabete!

Eppure

Ebbene sì! Questo 2020 è sicuramente stato un anno anomalo, decisamente sottotono, incredibilmente triste come il vuoto a perdere di una Peroni abbandonato sul lungomare. Eppure, io qualcosa di positivo in questo anno DEVO trovarlo. Non può esser stato tutto schifoso. Per esempio… Fatemi pensare… Dunque… Vediamo…

Facciamo così: ci penso un po’ e poi ve lo dico!

 

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'hinterland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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