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Scarpe vecchie: metafora della vita

La vita ci porta ad essere sempre di corsa, spesso indifferenti a molte cose. Volgiamo lo sguardo intorno e non ci rendiamo conto che ciò che ci circonda, anche nella sua immobilità, ci parla e ci racconta di noi. E a parlarci può essere anche quel vecchio paio di scarpe che ogni giorno, distrattamente, indossiamo la mattina e togliamo la sera gettandolo in un angolo ad aspettare il suo e il nostro indomani.

Scarpe vecchie: metafora della vita
“Un paio di scarpe” Vincent Van Gogh

Un giorno, però, ti fermi un attimo per tirare il fiato, per rilassarti un po’ perché sei troppo stanco per continuare a correre. In quel momento i tuoi occhi si posano su quel vecchio paio di scarpe e ti passa per la testa tutta la strada percorsa con loro.

Guardi le stringhe ormai logore e pensi che loro non hanno mai ceduto. E tu? Tu sei riuscito a non cedere mai?

Guardi la tomaia col suo cuoio graffiato e rifletti sulle ferite che hai tu sulla pelle. Non fanno male se non le tocchi, ma ti basta sfiorarle per sentirne ancora il bruciore. E quel bruciore, lo sai, ormai non è più reale, è nella tua memoria, in quell’angolo dove l’hai rinchiuso per tenerlo a bada.

Guardi le suole consumate e ricordi le volte in cui anche tu hai strisciato per terra.

Scarpe. Usate tanto o forse troppo. Sono comode anche se non sono bellissime. Eppure c’è stato un tempo in cui erano davvero belle! Le hai volute; le hai portate a casa soddisfatto dell’acquisto e per un po’ di tempo hai fatto attenzione a non sporcarle, a non graffiarle, te ne sei preso cura lucidandole e riponendole appaiate sotto il letto dopo averle tolte. Poi, però, senza nemmeno accorgertene, hai iniziato a curarle sempre meno, a sfilarle in maniera distratta e più di una volta hai anche pensato di sostituirle.

Sei andato in giro cercando un nuovo paio di scarpe che fossero comode quanto quelle (se non di più), ma niente da fare. Da quelle vecchie scarpe proprio non riesci a separarti, sembrano far parte di te ormai.

E così le tieni ancora, un giorno dopo l’altro e te ne freghi se gli altri le guarderanno torcendo il naso. A te stanno comode e il resto non importa.

Non so a voi, amici Lettori, ma a me questa storia delle vecchie scarpe sembra la metafora della vita di qualcuno. Forse pure la mia!

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'interland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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