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Dopo il referendum costituzionale cosa accadrà?

Il referendum costituzionale ci ha chiamati alle urne meno di due giorni fa. Abbiamo visto un’Italia spaccata in due, ma di questo ho già parlato. Ed ho già detto la mia sulla riforma.

Il referendum ha portato un risultato inequivocabile: ha svegliato la coscienza politica degli italiani. Oltre il 60% dei cittadini è andato alle urne, nonostante non ci fosse bisogno del raggiungimento di un quorum. (Poco mi importa in questo momento capire se molti abbiano scollato le chiappe dal divano solo per mandare Renzi a casa. A me interessa il risultato!)

Non era ancora finito lo spoglio delle schede e il Presidente del Consiglio Renzi era già in conferenza stampa ad annunciare le sue dimissioni. Niente più sorrisino piaciute e furbetto. Molti italiani hanno esultato… ma troppo presto!img_20161206_071455

Renzi resterà sulla sua poltroncina almeno finché non verrà approvata la legge di stabilità (dovrebbero approvarla a breve)… era prevedibile! Il Presidente della Repubblica Mattarella non poteva far altro che congelare le dimissioni di Renzi. Subito dopo, il Presidente Mattarella dovrà prendersi la responsabilità di venire a capo di un pesante dubbio amletico: governo tecnico o elezioni anticipate?

Optando per il governo tecnico, ci dovremo sorbire per più di un anno il signor Padoan (nome più accreditato visto che è uno dei ministri del Governo Renzi) o chi per lui e poi, finalmente, nel 2018 (termine naturale della legislatura) andremo a votare.

Così il PD avrà modo di rinascere dalle sue ceneri (cosa che negli ultimi 20 anni ha fatto più volte con risultati decisamente opinabili… visto che uno dei suoi parti podalici è stato proprio decidere di mandare al Governo il giovane sindaco-scout di Firenze, Renzi); img_20161206_072721Berlusconi e Salvini si giocheranno a bim-bum-bam la leadership della destra (che poi non è più destra!); il M5S crescerà ancora come terzo polo in un sistema ormai impostato sul bipartitismo. E se va come nel 2013, ci ritroveremo un bipartitismo fatto da due schieramenti: da un lato i pentastellati e dall’altro il gruppo di “destranistra” (Berlinguer e Almirante si stanno rigirando nelle tombe dal 2013!)

Si spera che, nel frattempo, il Parlamento partorisca (non podalicamente) una legge elettorale che non sia quella del Porcellum o dell’Italicum (ma finché la casta vorrà proteggere i propri interessi e poltrone, le leggi elettorali saranno sempre pessime… almeno per il popolo sovrano). Io auspico solo che ne facciano una che, per lo meno, non sia incostituzionale! (Sarebbe già un grande traguardo!)

Optando per lo scioglimento anticipato delle Camere, il Presidente della Repubblica farebbe un favore agli italiani visto che il Parlamento in carica è stato eletto con una legge incostituzionale ed ha dato la fiducia ad un Governo che, per proprietà transitiva, ci ha governati incostituzionalmente.

Il problema sorge proprio qui: con che legge tornare alle urne? Urge farne una nuova. Ed è il caso di far fare una nuova legge elettorale al Parlamento incostituzionale? (Sarebbe un po’ come far giudicare un terrorista da una giuria composta da quelli dell’Isis).

img_20161206_071924Certo è che questa situazione dello scioglimento delle Camere avremmo dovuto vederla concretizzarsi già nel 2013. All’indomani della sentenza della Corte Costituzionale, l’allora Presidente della Repubblica Napolitano avrebbe dovuto (oltre che potuto!) immediatamente sciogliere le Camere. Se così fosse stato, non avremmo avuto il governo Renzi, il Job’s Act, le leggi pro-banche, il referendum di distruzione costituzionale (per fortuna risolto per il meglio… almeno dal punto di vista di chi conosce il dettato costituzionale).
Siamo davvero in una situazione difficile, delicata. Un vicolo cieco?
Staremo a vedere!

Florinda

Florinda

Nata a Bari e cresciuta nell'interland, zitella per scelta altrui, da sempre "personaggio" controcorrente, si spende affinché la Cultura diventi di moda più dei tatuaggi (lei ne ha 9... per ora!) e i giovani imparino che essere individualisti (con una puntina di egocentrismo) è decisamente più appagante del farsi inglobare in un unicum omologato fatto di rituali e convenzioni. Se un dio esiste, lei gli ha chiesto in dono un cervello funzionante rinunciando ad un bel décolleté!

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